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Madonna di Senigallia, Piero della Francesca

Madonna di Senigallia, Piero della Francesca

Simbolo di una storia eroica

La Madonna di Senigallia di Piero della Francesca simbolo per la nostra mostra della storia eroica della tutela del patrimonio culturale italiano. Un prestito eccezionale che vuole rendere omaggio a Pasquale Rotondi, ricordandolo per la lucidità delle sue scelte, la compostezza del suo comportamento, lo spessore della sua cultura.

In una recensione alla mostra organizzata a fine agosto del 1944 a Palazzo Venezia, dopo la liberazione di Roma da parte degli Alleati, l’opera di Piero della Francesca diviene lo spunto per una riflessione del pittore Virgilio Guzzi su un futuro di pace.

“E ci si chiede se la luce che illuminò un giorno la silenziosa stanza della Madonna che si vede nel quadro con i due Angeli, della Galleria di Urbino, non debba ritornare ancora una volta a risplendere”

Il velo

Piero della Francesca dimostra, nella resa materica del velo sulla testa della Madonna, la conoscenza della tecnica pittorica ad olio di derivazione fiamminga e una sua personale e straordinaria capacità di eseguirla.

La luce pulviscolare

Il raggio di sole pulviscolare che filtra da una finestra nel piccolo vano in secondo piano, testimonia l’avvicinamento di Piero della Francesca ai maestri fiamminghi, presenti anche nella corte urbinate.

Il corallo

Il corallo al collo del Bambino è simbolo di protezione e, soprattutto, del sangue versato sulla Croce. Anche la rosa bianca che il Bambino tiene tra le dita richiama la simbologia cristiana della Madonna e del Rosario.

La scatola in alto

Si ipotizza che questa scatola bianca possa essere una pisside, il contenitore per l’ostia consacrata: un chiaro rimando al sacramento dell’eucaristia.

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